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domenica 14 maggio 2023

Ice and Steam Beer

Dopo le cronache del ghiaccio e del fuoco del sidro, l'avventura prosegue con la birra per avere ice beer e steam beer. 

Bene, chiunque come me, durante la produzione di birra è passato dalla produzione della bock e dell'eisbock, birre lager tedesche ad altra graduazione, dove quella della seconde deve essere più altra della prima. Questo perché l'eisbock, in tedesco "bock di ghiaccio", si produce criodistillando la bock; infatti, la leggenda narra che questo stile sia nato dal caso, quando delle botti di birra bock furono dimenticate all'esterno della birreria durante una notte d'inverno. Di conseguenza a causa delle temperature rigide dell'Europa continentale la birra nelle botti ghiacciò, ma la componente alcolica di questa birra rimase liquida. Andando ad assaggiare il liquido formatosi, il gusto della birra era migliorato in qualcosa di più dolce e corposo, ma soprattutto più alcolico.


Ispirandomi a questo processo sono andato a produrre una cotta di birra zeoconcentrata, quindi una comune barley wine, e parallelamente un'altra cotta di graduazione bassa da crioconcentrare. In modo da avere dei parametri di valutazione e capire e differenze tra i vari processi di produzione di birre ad alta graduazione.

Steam Beer

La birra zeoconcentrata come detto precedentemente di base è una barley wine, quindi nella miscela di cereali ci sono malto pale e qualche fiocco d'orzo.

Ricetta per 6.0l a 20.0Br:

2.00kg di malto pale
0.22kg di fiocchi d'orzo

Per l'ammostamento sono andato a utilizzare 6.5l d'acqua, e una singola pausa a 66°C per 60'. Mentre per il lavaggio delle trebbie altri 6.5l a 75°C. Ottenendo solamente 8.0l a 14.4Br, quindi una resa del 69.0%, un po' bassa per la mia media.
La bollitura è durata 120' per raggiungere 20.0Br, mirando a una luppolatura da 50IBU, con le seguenti gittate:

18.7g di luppolo East Kent Golding A.A. 4.6% a 60'
  5.5g di luppolo Fuggle                   A.A. 4.2% a 15'

Terminata la bollitura e fatto raffreddare il mosto, questo ammontava a 5.6l a 20.0Br, di cui 0.3l sono stati conservati per la rifermentazione in bottiglia. 
I 5.3l messi a fermentare sono stati inoculati con 5.3g di lievito Fermentis S-04, e dopo due settimane ho proceduto al travaso, misurando il grado zuccherino finale, il quale ammontava a 11.4Br, quindi a un'attenuazione apparente del 70.1% e 8.3ABV.

Ice Beer

Per la cotta da crioconcentrare ho utilizzato la stessa miscela di cereali usati per la precedente:

Ricetta per 25.0l a 12.0Br:

4.00kg di malto pale
0.44kg di fiocchi d'orzo

Per l'ammostamento ho utilizzato 13.5l d'acqua, e una singola pausa a 66°C per 60'. Mentre per il lavaggio delle trebbie 20.0l a 75°C. Ottenendo così 28.0l a 11.0Br e quindi una resa dell'89.0%.
La bollitura è durata 60' per raggiungere 12.0Br, mirando a una luppolatura da 24IBU, con le seguenti gittate:

36.0g di luppolo East Kent Golding A.A. 4.6% a 60'
25.0g di luppolo Fuggle                   A.A. 4.2% a 15'

Terminata la bollitura e fatto raffreddare il mosto, esso ammontava a 24.5l a 12.4Br. Ora qui le strade dell'Ice Beer si diramano, in quanto ho voluto vedere come essa cambia effettuando una crioconcentrazione prima e dopo la fermentazione.

Ice Beer crioconcentrata prefermentazione. 

Per la produzione di questa ho preso 12.0l del mosto a 12.4Br e li ho congelati, dopo 24 ore ho lasciato l'enorme ghiacciolo al malto a scongelarsi, rilasciando così la sua parte zuccherina. Andando a raccogliere 5.6l di mosto a 19.6Br, di cui 0.3l sono stati conservati per la rifermentazione. A conti fatti è stato estratto solamente il 78.6% della sostanza secca inizialmente contenuta nel mosto.
Comunque i 5.3l di mosto sono stati inoculati con 5.3g di lievito Fermentis S-04. Dopo due settimane ho proceduto al travaso e a misurare il grado zuccherino finale, il quale ammontava a 11.0Br, quindi un'attenuazione apparente del 70.2% e 8.2ABV.

Ice Beer crioconcentrata postfermentazione. 
Invece per questa ho inoculato i rimanenti 12.0l di mosto con 6.0g di lievito fermentis S-04 e conservato 0.5l per la rifermentazione in bottiglia. Terminata la fermentazione, dopo due settimane ho proceduto al travaso e a misurare il grado zuccherino finale, il quale ammontava a 7.0Br, quindi un'attenuazione apparente del 70.9% e 4.8ABV.
Da qui ho congelato birra e dopo 24 ore l'ho lasciata scongelare, stillando la nuova e corposa birra. Andando così a raccogliere 5.3l di birra con un grado zuccherino finale di 11.4Br e quindi 8.6ABV


Dopo il travaso il colore tra le tre birre era lo stesso, l'unica differenza stava nella torbidità dell'Ice Beer, maggiormente percettibile in quella criodistillata postfermentazione, mentre Steam Beer si presentava limpidissima. Comunque per l'assaggio ci rivediamo tra sei mesi, in modo di avere tempo affinché possano maturare, vi lascio intanto la foto (sopra) delle birre travasate






Le informazioni presenti su questo blog sono a scopo informativo, quindi mi esento da qualsiasi responsabilità per i danni che potreste causare.

domenica 23 gennaio 2022

Ice and Steam Cider

Negli anni precedenti mi sono dilettato nella produzione di birre crioconcentrate, sia partendo dal mosto non fermentato che da quello fermentato, producendo birre alcoliche e corpose, piacevolmente dolci. La stessa cosa feci con il sidro, rimanendo sorpreso da quanto migliorava una volta reso più corposo, e con il vino, il quale una volta portato alla soglia del 20% vol di alcool, è stato riposto maturare un po'.


Cronache del Ghiaccio e del Fuoco

Ebbene, questa volta mi sono avvalso, per la produzione di un sidro fortificato, dell'utilizzo "del ghiaccio e del fuoco". Andando così a parlare nel primo caso di crioconcentrazione o concentrazione per congelamento, appunto, questa tecnica consiste nel congelare il mosto e per poi lasciarlo scongelare, poiché le sostanze organiche come i saccaridi semplici presenti nel mosto non cristallizzano alla stessa temperatura dell'acqua, si ha che una volta avviato lo scongelamento del mosto, le prime sostanze a fluire dalla matrice del ghiaccio sono quelle organiche, mentre l'acqua rimane allo stato solido sciogliendosi lentamente. Un po' come quando si mangia un ghiacciolo, dopo un paio di leccate, se lo si succhia esso tenderà a decolorarsi, diventando insipido, estraendo il succo concentrato del ghiacciolo.

Tradizionalmente, si facevano congelare i frutti, lasciandoli appesi agli alberi per metà inverno. Il ghiaccio distrugge i tessuti del frutto, liberando tutte le sostanze contenuto in esso, mentre i venti invernali seccavano il frutto. In questo modo si otteneva della frutta più zuccherina e di facile spremitura. La crioconcentrazione del mosto è la via più facile, nonché più comoda, però ad esempio, nel caso del sidro, partendo dal mosto si ha un fermentato molto simile al normale sidro eccezion fatta per il fatto di essere più dolce ed alcolico, mentre spremendo le mele crioconcentrate si ha un sidro dal persistente aroma di mele cotte; comunque in entrambi i casi si parla di ice cider. Oppure, tale pratica può non essere premessa dalla legislatura, ad esempio in Germania si produce l'eiswein, in tedesco, o icewine, in inglese, cioè un vino da uve crioconcentrate, dove la legislatura non permette il processo di produzione a partire dal mosto. Bisogna anche aggiungere che è dalla produzione eiswein che nasce la crioconcnetrazione, solo recentemente è stata applicata alle mele.

Lo stesso processo può essere applicato un mosto alcolico, in questo caso preferisco parlare di criodistillazione, appunto distillazione o frazionamento per congelamento. L'etanolo, solidifica ad una temperatura al di sotto di quella dell'acqua, così facendo è possibile estrarlo solidificando l'acqua. I prodotti noti di questo processo sono: l'applejack, un distillato per congelamento del sidro, e l'eisbock, criodistillato della birra in stile bock.

L'altra via che ho scelto per il mio sidro quella del fuoco, battezzata, zeoconcentrazione o concentrazione per ebollizione. Ora non so se il termine esiste già, poiché per la concentrazione di qualcosa si dà per scontato che la si porta ad ebollizione, ma ho voluto utilizzare questo termine per antitesi, visto che i suffissi derivano dal greco: crio gelo e zeo bollire. In pratica sto parlando della produzione di vincotto, questa pratica si applica prettamente al mosto d'uva, quindi ho voluto generalizzare il tutto. Il vincotto o vino cotto, nasce, nell'antichità come dolcificante e per insaporire i cibi; ricordiamo che in epoca romana non esisteva ne zucchero di canna ne tantomeno quello bianco di barbabietola, esisteva il miele, ma era un bene di lusso e per questo si ripiegava su altri dolcificanti.

Columella, ne cita tre tipi di vino cotto, prodotti in epoca romana: 
il caroenum, prodotto restringendo di un terzo il mosto;
il defrutum, restringendo della metà il mosto; 
la sapa, essa viene prodotta ancor oggi, e consiste nel restringere di due terzi il mosto. 
Il vino cotto, può essere come detto prima utilizzato per la produzione di dolci, o per fortificare il vino. Non posso evitare di citare le melasse prodotte dai frutti, come il miele di fichi o l'apfelkraut (di mele) prodotto in Germania.

Comunque, entrambi i processi mirano alla concentrazione, quindi la fortificazione del fermentato, con la crioconcentrazione avremo un prodotto concentrato senza influire sul gusto stesso, mentre nella zeoconcentrazione, avremo sottoprodotti di caramellizzazione o tannini troppo persistenti se la temperatura è troppo alta, con il pro di mantenere tutte le componenti iniziali del mosto.

Ice Cider

Iniziai mettendo a congelare 12.0l di succo di mela, acquistato, a 11.2°Br, in un bidoncino di PE da 15.0l, lasciando appunto qualche litro libero per l'espansione del ghiaccio. Il processo di congelamento durò circa 24 ore, infatti, all'indomani avviai la fase di scongelamento.

Dopo 8 ore raccolsi 5.5l di mosto a 21.2°Br. Teoricamente avrei dovuto produrre 6.0l a 21.6°Br, evidentemente parte della componente organica del mosto è rimasta imbrigliata nella matrice del ghiaccio, estraendo soltanto il 90.3% di componente secca. Quindi inoculai 5.0l con 120ml di poltiglia recuperata dal sidro prodotto in autunno, e 0.5l furono riposti in un vasetto e pastorizzati, verranno impiegati poi per la rifermentazione in bottiglia.

Steam Cider

Mentre l'ice cider si ghiacciava, sistemai in pentola altri 12.0l a 11.2°Br di succo di mela acquistato, ponendola su una cucina a legna a bollire dolcemente. Questo sidro fortificato l'ho battezzato per contrapposizione Steam Cider, per il vapore che si libera durante la bollitura.

Dopo 6 ore, ottenni una concentrazione di 23.0°Br, arrestando il processo di bollitura e mettendo la raffreddare il mosto per una notte. Il giorno successivo, mentre l'ice cider si scongelava, constatai di aver prodotto 5.5l di mosto a 23.0°Br, in linea con i calcoli. Come con l'altro sidro, 5.0l furono inoculati con 120ml di poltiglia di sidro, e 0.5l riposti in barattolo e pastorizzati per la futura rifermentazione in bottiglia.

I fiaschi da 5l sono stati messi a fermentare insieme, e collegati ad uno spurgo per la schiuma, da questa coglierò l'occasione di raccogliere un po' di lievito fresco di mela.






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